PRIMA DELL'UDIENZA A PERUGIA:
Modena 26/11/2006 Agli organi di stampa di Perugia
OGGETTO COMUNICATO STAMPA : Pedofilo di Perugia, già condannato, denuncia i genitori della propria vittima per diffamazione, ingiurie e molestie telefoniche.
In seguito il succitato si oppone alla richiesta di archiviazione prodotta dal Pubblico Ministero e costringe la coppia di coniugi modenesi a recarsi nella sua città, per iniziare un ennesimo iter giudiziario Giovedì 30 Novembre 2006.
La coppia in questione è rappresentata dal sottoscritto Daniele Roncaglia e Marinetta Campioli, mia moglie, che nel Luglio del 2000, durante le vacanze sulla Riviera Adriatica, è riuscita in parte a sventare il tentativo del vicino di appartamento di molestare sessualmente nostra figlia, allora undicenne.
La storia è abbastanza nota; se ne è parlato al Maurizio Costanzo Show il 18/03/2002, da Luca Giurato a UNO MATTINA il 05/02/2003, nella trasmissione PIAZZA GRANDE condotta da Giancarlo Magalli in data 10/02/2005, nonchè, più o meno correttamente, in numerosi articoli di quotidiani.
Tutto ciò non per mettere in atto “un disegno criminoso”, “una campagna denigratoria” oppure per “irrefrenabili istinti forcaioli” e “sete di vendetta” (come dichiara nelle denunce da lui redatte l’Avvocato Mauro Bigi del foro di Perugia, a sostegno del suo assistito) ma per intraprendere una battaglia civile affinchè tanti altri genitori possano acquisire gli strumenti necessari per poter leggere nei propri figli eventuali disagi e intervenire in maniera adeguata e tempestiva (si consulti a proposito il sito http://www.meganlives.splinder.com ).
Ricordiamo che nelle varie trasmissioni cui abbiamo partecipato e negli articoli sui giornali, abbiamo sempre rispettato e continueremo a farlo, le restrizioni imposte dalle attuali norme di legge, finchè anche queste non potranno essere mutate e il nome del pedofilo non è mai apparso !
Attraverso l’opposizione all’archiviazione del procedimento, il suo Avvocato gli fa correre il rischio di arrivare ad essere negativamente “bollato” nei confronti della pubblica opinione perugina, non certamente noi !
Giovedì 30 Novembre 2006, alle ore 9, noi saremo nella vostra bella Perugia, saremo soli, di fronte a questa paradossale vicenda, senza l’avvocato di fiducia; perchè siamo stanchi di spendere inutilmente denaro, dato che riteniamo di essere ormai in grado di difenderci autonomamente e soprattutto di saper argomentare le nostre difficili scelte.
Proprio perchè saremo soli, chiediamo il sostegno della stampa locale e la presenza solidale dei cittadini di Perugia.
I bambini sono il futuro di tutti , sono un patrimonio dell’umanità, crediamo che gli adulti, genitori o no, abbiano il dovere di garantire loro un futuro sereno e il primo passo è quello di non girarsi dall’altra parte, pensando magari che “tanto a noi non interessa” e che l’orco mangia solo i figli degli altri !
Dr. Daniele Roncaglia
Via Luosi, 175
41100 Modena
tel. 3490902526
IL GIORNO DOPO L'UDIENZA (AVVOCATO BIGI, AVRAI SPILLATO UN BEL PO' DI QUATTRINI AL TUO DISGRAZIATO ASSISTITO, MA CHE FIGURA DI M.... CHE HAI FATTO ! E POI, PERCHE' HAI MANDATO IL TUO TIRAPIEDI E NON SEI VENUTO DI PERSONA? AVEVI FORSE PAURA CHE TI RINCORRESSIMO ANCHE LUNGO I CORRIDOI DEL TRIBUNALE DELLA TUA CITTA' ?):
DA : “IL MESSAGGERO” edizione dell’Umbria
Venerdì 1 Dicembre 2006
E il pedofilo alla fine denunciò i genitori della piccola vittima
PERUGIA - Molesta una ragazzina di undici anni, viene condannato (mediante patteggiamento) a dieci mesi di reclusione (pena sospesa, cioè senza un giorno di carcere) e poi denuncia i genitori della piccola per diffamazione, ingiurie e molestie telefoniche.
Di fronte alla paradossale situazione il pubblico ministero Giuseppe Petrazzini aveva chiesto l’archiviazione del caso, ma il legale dell’uomo, l’avvocato Mauro Bigi, ha fatto opposizione.
Il giudice per le indagini preliminari Nicla Restivo, invece, ha deciso per l’archiviazione.
L’uomo, secondo la denuncia dei genitori e la sentenza di condanna, aveva prestato particolari attenzioni alla bambina, vicina di casa in vacanza. La piccola, però, aveva subito parlato del suo disagio ai genitori e la madre era riuscita ad organizzare una trappola scoprendo i piani dell’uomo.
Da qui la denuncia e il processo. In un primo momento il pubblico ministero non aveva prestato il consenso al patteggiamento, ma poi la vicenda si era chiusa con la condanna patteggiata a 10 mesi.
Finito il processo, però, l’uomo si era rivolto alla giustizia perché, secondo lui, i genitori della piccola avevano distribuito la querela in tutto il quartiere, rendendo noto il suo nome.
In due occasioni, inoltre, i genitori avrebbero telefonato a casa per insultarlo e molestarlo.
Cosa sempre negata dalla coppia, assistita dall’avvocato Vincenzo Repice, che ha accolto la decisione del giudice come una liberazione «dalla paradossale vicenda» e che gli consentirà di dedicare ancora più tempo alle iniziative di sensibilizzazione e di lotta contro il fenomeno della pedofilia