UN OMAGGIO ALL’INTRAPRENDENZA DI MIA MOGLIE
1) LA LETTERA CHE LE CONSENTI’ DI PARTECIPARE AL “MAURIZIO COSTANZO SHOW” DEL 18 MARZO 2002 PER ANNUNCIARE L'INIZIO DELLA NOSTRA LOTTA:
Egregio Dott. Costanzo,
vorrei raccontarle una storia, con l’obiettivo che questo possa avviare una riflessione.
Mi chiamo Marinetta Campioli Roncagila, ho 44 anni, vivo a Modena e da quasi 25 anni lavoro come educatrice d’ infanzia presso un nido del Comune di Modena, Però , sono soprattutto la mamma di Valentina, una splendida ragazzina che oggi ha quasi 13 anni.
Sono una mamma fortunata, perché sono riuscita ad aggredire l’orco cattivo prima che lui si mangiasse la mia bambina,
Anche in questo caso il pedofilo era una persona conosciuta, in apparenza una brava persona: marito, padre di due figli ormai grandi. Conoscevamo lui e la sua famiglia da tempo, perché durante le vacanze estive a Misano Adriatico, occupavano l’ appartamento attiguo al nostro. Così, quando Valentina mi ha comunicato il suo disagio nei confronti di quest’uomo che la veniva a spiare e che le diceva delle “cose”, io non volevo credere che proprio lui, che mia figlia l’aveva vista crescere, potesse farle del male. Gli occhi di Valentina (allora undicenne) però parlavano chiaro e così gli ho teso la classica trappola e quando non ho più avuto nemmeno il più piccolo dubbio l’ho smascherato. Le lascio immaginare i pensieri terribili che abbiamo avuto io e mio marito (in quel momento lontano per lavoro). Che cosa sarebbe potuto accadere se nostra figlia non avesse comunicato subito le sue paure!
Comunque noi, da persone civili, abbiamo subito sporto denuncia ai Carabinieri di Misano, abbiamo scelto di costituirci parte civile e di chiedere un risarcimento per i danni morali che avremmo devoluto alla associazione “LA CARAMELLA BUONA” di Reggio Emilia; abbiamo quindi atteso con fiducia per quasi due anni il processo.
Il nostro avvocato, la dottoressa C. G. di Cattolica, ci disse che c’era stato il rinvio a giudizio e che anche l’ormai terzo P.M. titolare del caso, la dottoressa Francesca Zavaglia, aveva dato garanzia che non avrebbe mai accettato il patteggiamento per simili reati. Invece, qualche giorno prima dell’ udienza, il nostro avvocato ci comunicò che lo stesso PM. aveva acconsentito al patteggiamento della pena!
Il primo febbraio alle ore 9 precise, noi eravamo in Tribunale a Rimini, ma lui no, perché il patteggiamento gli risparmiava anche l’onta di essere lì. In un grande caos fatto di avvocati che spingevano e si accalcavano davanti al tavolo del Tribunale, fatto di cellulari che suonavano in continuazione, fatto di chiacchiere e dì risate, siamo stati chiamati e dopo esserci fatti largo in questa sorta di mercato rionale ,siamo arrivati davanti al Giudice, il quale, tra un patteggiamento per furto e uno per rissa, ha chiuso in due minuti il nostro caso accettando le conclusioni del P.M., anch’ella assente dall’aula.
La sentenza: dieci mesi e un giorno con sospensione della pena (= nemmeno mezz’ora di reclusione; una commutazione avrebbe se non altro fatto sborsare al pedofilo un po’ di milioni allo Stato), spese di giudizio che non andranno a coprire la metà di quelle da noi sostenute, nessun risarcimento da devolversi all’Associazione contro la pedofilia. La delusione è stata tanta. Forse noi potremmo anche accontentarci, così come molti ci hanno consigliato: nostra figlia per fortuna sta bene, il nostro ruolo di genitori e il rapporto che abbiamo con lei sono usciti vincenti da questa brutta esperienza e a quell’ essere immondo resta un precedente che fino a quel momento si era evitato. E invece,.., non siamo per niente soddisfatti! Crediamo che troppe volte ci si riempia la bocca con la parola “BAMBINO”. Il bambino è solo un grande BUSINESS per le industre, per i media, per gli avvocati.
Bisogna che ci si metta d’accordo su qual’ è il ruolo dell’adulto e quali sono le responsabilità che gli adulti hanno verso i bambini.
Bisogna che ci si metta d’accordo su che cos’è il pedofilo: è un malato o un delinquente?. Se è un malato allora mi si deve spiegare perché con il patteggiamento lo si fa uscire da un circuito di cure coatte, se è un delinquente allora bisogna ragionare sui tipo di reato commesso. Il patteggiamento mette sullo stesso piatto il ladruncolo e il pedofilo ma, cosa più grave, mette di conseguenza sullo stesso piatto una bicicletta rubata e un bambino violato!! Pochi giorni fa ho appreso che il Santo Padre ha fatto appello agli avvocati perché si proclamino obiettori di coscienza nei casi di divorzio e li ha esortati a non lucrare su quella che la Chiesa Cattolica considera la “piaga” divorzio. Ebbene, nemmeno una parola di monito a quegli avvocati che per denaro, solo per denaro, spianano la strada ai pedofili, facendo in modo che questi paghino dei prezzi ridicoli per le loro nefandezze. Questo, noi, non lo possiamo accettare! Una società che non investe sull’infanzia, è una società che non ha futuro. Investire sull’infanzia non deve significare solo la costruzione di luoghi per i bambini, vuoi dire di più. Vuoi dire garantire al bambino una crescita serena, vuoi dire riconoscere ai bambino di essere una persona e non una bicicletta, vuoi dire restituire al bambino quella dignità che tante volte, adulti senza scrupoli, hanno fatto a pezzi.
Certa di un suo prezioso interessamento
Le porgo i miei saluti
Marinetta Campioli Roncaglia
2) LA LETTERA INVIATA AGLI ORGANI DI STAMPA E PUBBLICATA INTEGRALMENTE DAL QUOTIDIANO “LA PADANIA” E, ANCHE SE SOLO IN PARTE, DA “LA GAZZETTA DI MODENA” IL 19 LUGLIO 2003 :
AGLI ORGANI DI STAMPA
con preghiera di sollecita pubblicazione fra le lettere dei lettori
Giovedì 17 Luglio leggo con soddisfazione...esemplare condanna: 7 anni di carcere per aver violentato una ragazzina e 500.000 euro di risarcimento alla parte civile... “.
Non posso fare a meno di pensare che se anche mio marito ed io avessimo incontrato a Rimini una P.M. così, avremmo da tempo chiuso un capitolo doloroso senza dover ricorrere al processo civile per poter veder riconosciuti i nostri diritti.
Proseguendo nella lettura dell’articolo, leggo che gli avvocati Pighi e Termanini ricorreranno in appello. In questo modo prolungheranno la sofferenza ad una ragazzina e alla sua mamma. Bravi!! Forse avete anche voi dei figli o dei nipoti e quando andate a casa alla sera, riuscite a guardarli negli occhi senza pensare che avete tutelato gli interessi di chi ha rovinato per sempre la vita ad una ragazzina?
Tempo fa mio marito lanciò un appello tramite la stampa locale; cercavamo un avvocato disponibile a rappresentarci in una causa civile contro il pedofilo che molestò nostra figlia. Unica condizione richiesta: che non avesse mai difeso pedofili o stupratori. Risultato: nessuna risposta al nostro appello...!! Alcuni conoscenti mi consigliarono allora proprio l’avvocato Pighi: “sai, è talmente impegnato in politica che non avrà avuto il tempo di leggere l’articolo.., ma è molto bravo, è un uomo di sinistra, con sani principi, etc. etc. .. “. Ma guarda il caso! Avvocato Pighi (con la “a” maiuscola solo perché dopo un punto esclamativo), non mi risponda con la solita manfrina che ognuno ha diritto ad essere difeso, perché le potrei controbattere che ognuno ha anche il diritto di dire di no..., anche se il pedofilo o lo stupratore dispongono di un portafogli pieno di soldi! Di sinistra, con sani principi,... mah! Mi sembra di aver sentito che l’avvocato Pighi abbia intenzione di candidarsi a sindaco di Modena. Ma i Modenesi, un sindaco che difende pedofili e stupratori lo vogliono veramente? Io francamente spero di no!(n.d.r.: il destino ha però deciso diversamente !)
Alla ragazzina e alla sua coraggiosa mamma un forte abbraccio e un caloroso invito a non mollare e a non farsi spaventare da gentaglia senza scrupoli.
Marinetta Campioli Roncaglia
